Continuano gli arretrati relativi al matrimonio.
Oggi si parla della “promessa“. Una volta almeno si chiamava così, oggi consiste nell’andare a fare una dichiarazione al comune con due marche da bollo pronte, niente di impegnativo, niente di vincolante, solo una specie di “preavviso” che stai cambiando stato civile.
Ma ad un mamozzo anche una cosa così semplice può rivelare inaspettati risvolti…
(clicca per ingrandire)
E venerdì vedremo cosa ci ha aspettato al ritorno a casa dei suoi…
P.S. Con questa striscia mi sono divertito, ho abbandonato i pennarelli ed ho rispolverato china e un vecchio pennino. Aspetto di sapere che ne pensate!
Tag: comune, Matrimonio, promessa, pubblicazioni

Mercoledì 12 Dicembre 2007 alle 20:07
tristissimo lui!
china e pennino fa fico
Mercoledì 12 Dicembre 2007 alle 20:19
non si finisce mai di imparare eh ?!
Giovedì 13 Dicembre 2007 alle 9:44
@charliebrown666x: poi ho scoperto che non era anzianissimo, ma avrò sempre quest’immagine di lui!
Ma sai che anche come “espressività” sono avanti rispetto ai pennarelli? Beh, “espressività” è un parolone che fa ancora più “artista” di china e pennino, ma spero abbia reso l’idea.
China e pennino fa figo, eh?
@ClaudioC.: Decisamente! Anzi, anche quando impari poi se non ti tieni allenato la mano si “dimentica” come si usa un certo strumento.
Venerdì 14 Dicembre 2007 alle 22:18
è come suonare con un hammond invece che con una tastiera
Lunedì 17 Dicembre 2007 alle 16:26
O con una stratocaster invece che con una squier!